Report Ospedali sentinella – 22 febbraio 2022

Report rilevazione ospedalizzati per COVID del 22/2/2022

La rilevazione N. 15 sui ricoverati per COVID-19 del 22/2/2022 include 19 nosocomi generalisti e quattro pediatrici.

Al focus sulle partorienti hanno contribuito 8 nosocomi.

I dati sono stati raccolti alle ore 8,00 del 22/2/2022 e sono relativi ai pazienti presenti sia nei reparti ordinari che nelle terapie intensive.

I pazienti ricoverati per COVID sono distinti dai pazienti ricoverati con COVID, con la seguente definizione operativa:

Ricoverati per COVID = pazienti con infezione da SARS-COV-2 con segni clinici, laboratoristici e radiografici di interessamento delle basse vie aeree

Ricoverati con COVID = pazienti con infezione accertata da SARS-COV-2, senza segni clinici, radiografici e laboratoristici di interessamento polmonare, il cui ricovero è determinato da altre patologie

È stata raccolta la data dall’ultima vaccinazione (meno di 120 giorni e oltre 120 giorni) ma alcuni ospedali, limitatamente ai ricoveri ordinari, non sono stati in grado di rilevarlo.

Ricoverati totali adulti (età 18 e oltre) – 19 ospedali

Complessivamente i pazienti ricoverati (PER COVID + CON COVID) sia in reparto ordinario che in terapia intensiva sono 1475 in ribasso rispetto alla settimana precedente (1.675) con la distribuzione che segue.

A1) Pazienti ricoverati per COVID nei reparti di area medica, incluse le terapie sub intensive ed escluse le terapie intensive – 19 ospedali

Totale 785 (58,3% dei ricoverati in area COVID)

Femmine 41%   Maschi 59%

Range di età 18 – 98 anni

 % sul totaleEtà media pond.Comorbidità
Vaccinati60%75,190,2%
Non vaccinati40%70,972,9%

Dei 456 pazienti per cui l’informazione sul tempo dall’ultima vaccinazione è stato rilevato risultano:

Vaccinati da meno di 120 giorni 55,2%

Vaccinati da 120 giorni e oltre 44,8%

A2) Pazienti ricoverati con COVID nei reparti di area medica, incluse le terapie sub intensive ed escluse le terapie intensive – 19 ospedali

Totale 562 (41,7% dei ricoverati in area COVID)

Femmine 51,9%

 % sul totaleEtà media pond.
Vaccinati74,7%73,6
Non vaccinati25,3%70,4

B1) Pazienti ricoverati per COVID in terapia intensiva – 19 ospedali    

Totale 92 (71,8% dei ricoverati in area TI COVID)

Femmine 26%   Maschi 74%

 % sul totaleEtà media pond.ComorbiditàRange età
Vaccinati40,2%6589,1%43 – 80
Non vaccinati59,8%63,158,1%28 – 81

Vaccinati da meno di 120 giorni 54%

Vaccinati da 120 giorni e oltre 46%

B2) Pazienti ricoverati con COVID in terapia intensiva – 19 ospedali

Totale 36 (28,2% dei ricoverati in area TI COVID)

Femmine 28%   Maschi 72%

 % totaleEtà media pond.
Vaccinati72,2%66,9
Non vaccinati27,8%63,4

61,5% con ciclo vaccinale completato da meno di 120 giorni

Commento e Interpretazione dei dati

Continua la discesa dei ricoverati in area COVID. Il totale dei pazienti è diminuito del 11,9% rispetto alla settimana precedente.

In regime ordinario fra i ricoverati PER COVID si nota un calo del 15,8%.

La quota di donne è sostanzialmente stabile permanendo ad un livello inferiore rispetto agli uomini, mentre continua la leggera salita della percentuale dei vaccinati con ciclo completo. Sale di nuovo anche la proporzione dei vaccinati da meno di 120 giorni.

La percentuale molto alta di comorbidità fra i vaccinati in area medica è ormai una costante e va considerata un connotato stabile di questa popolazione. Si conferma la differenza di età media ponderata fra vaccinati e non.

Continua anche la discesa dei ricoverati CON COVID (- 7,8%) che però cresce in proporzione sul totale dei ricoverati in area COVID. A differenza dei ricoverati PER COVID qui si annullano le diverse proporzioni fra donne e uomini, anzi le quote si invertono sia pure di poco. La quota dei vaccinati rimane la più alta in questo gruppo, mentre permane una differenza di età fra vaccinati e non.

In Terapia intensiva il decremento fra i PER COVID è del 10,7%, minore di quello osservato la settimana precedente, ma che conferma il trend in calo.

La quota di donne permane bassa (26%).

I vaccinati sono in proporzione minore rispetto alla settimana scorsa pur rimanendo intorno al 40%. Anche in questo gruppo la presenza di comorbidità è rilevante fra i vaccinati (89,1%) mentre è minore fra i non vaccinati (58,1%). Il 54% dei vaccinati lo è da meno di 120 giorni, mentre si osserva un netto calo dei vaccinati con terza dose (13 rispetto ai 21 della settimana passata).

L’unico gruppo che cresce rispetto alla settimana precedente è quello dei ricoverati CON COVID in terapia intensiva che rappresenta il 28,2% dei ricoverati in tali reparti, più della settimana passata. Anche in questo caso, come in ordinario sono maggiormente rappresentati i vaccinati.  

Rispetto alle indicazioni delle precedenti settimane si rilevano alcuni punti su cui la rilevazione attuale pone un focus:

  • Il calo dell’impatto dell’epidemia continua anche se in maniera meno rapida di quanto registrato la settimana precedente e riguarda sia i ricoverati PER che CON COVID in ordinario e i soli PER COVID in terapia intensiva.
  • Il trend anche nelle classi di età pediatriche è in discesa evidente (-35,8%).  A differenza della settimana precedente il calo relativo ai ricoverati PER COVID è molto netto, mentre è stabile il numero dei CON COVID (vedi dopo). Sembra inoltre migliorare la situazione dei bambini più piccoli. Le terapie intensive hanno un solo paziente ricoverato PER COVID.
  • Si osserva un trend in crescita dei ricoverati che hanno effettuato l’ultima dose di vaccino da meno di 120 giorni. Tale fenomeno va analizzato meglio, forse anche tramite una rilevazione ad hoc dei vari casi (ultima dose da pochi giorni, terza dose in ritardo, non protezione per comorbidità, fallimenti vaccinali).

Per il resto si confermano i punti già indicati nei precedenti report con alcuni rinforzi e piccole modifiche ovvero: 

  • Il calo più netto fra le donne e fra le persone sane è confermato. La continua registrazione di una percentuale di donne inferiore al 30% nelle terapie intensive e intorno al 40% nei reparti ordinari non può essere considerata casuale e depone per una minore suscettibilità delle donne verso le forme gravi, pur essendo l’infezione equamente ripartita fra i due sessi, come si intuisce dalla parità fra i due generi fra i ricoverati CON COVID.
  • La predisposizione dei pazienti con comorbidità, che anche se vaccinati possono andare incontro a forme gravi, costituisce un tema prioritario. La lieve crescita della proporzione dei vaccinati in terapia intensiva va letta in parallelo all’andamento delle comorbidità e in relazione al rallentamento della pandemia. In altri termini, il virus gira di meno ed è meno aggressivo, dunque colpisce in modo più severo le persone più suscettibili, quelle con comorbidità, che sono più numerose fra i vaccinati.
  • È evidente la protezione vaccinale rispettivamente crescente verso: l’infezione, l’ospedalizzazione, la terapia intensiva. Le differenze fra vaccinati e non sono evidenti nelle terapie intensive dei ricoverati PER COVID, meno nette fra i ricoverati PER COVID in ordinario, ma sempre assai distanti dalla numerosità rispettiva delle due popolazioni, mentre fra i ricoverati CON COVID ci si avvicina alle proporzioni attese delle due categorie rispetto ai rispettivi bacini di popolazione di provenienza, pur rimanendone distanti.
  • L’età dei ricoverati è mediamente più alta fra i vaccinati. Osserviamo tale fenomeno sia fra i ricoverati PER COVID che CON COVID. Le ragioni di questo possono essere molteplici: l’ipotesi che l’età sia un fattore interferente con la protezione vaccinale, la collinearità fra età e comorbidità, ma anche la possibile diversa distribuzione di tale variabile nelle popolazioni dei vaccinati e dei non vaccinati.
  • Cresce la percentuale dei ricoverati CON COVID rispetto a quelli PER COVID sia in area medica (42%) che nelle terapie intensive (28%). Anche questo fenomeno testimonia una situazione in cui l’efficacia della protezione vaccinale da un lato e da un lato e dall’altro la minor aggressività del virus attualmente circolante, occorre attuare le opportune misure organizzative per adattare le strutture sanitarie a tale dinamica.  Come già più volte affermato, anche la corretta interpretazione epidemiologica dell’impatto della pandemia deve tenere in conto questo aspetto.
  • Si ribadisce l’estrema importanza di un intervento vaccinale verso i fragili non vaccinati, e di interventi di prevenzione primaria per le persone con comorbidità che, pur se coperte da dosi adeguate di vaccino, possono andare incontro a quadri di COVID gravi. Se si riuscisse a prevenire la maggior parte dei casi nelle persone con comorbidità, i quadri gravi e i ricoveri in intensiva PER COVID sarebbero un fenomeno residuale.

C) Ricoveri pediatrici – 7 ospedali

Complessivamente sono 70 i pazienti sotto i 18 anni ricoverati PER o CON COVID di cui 4 in terapia intensiva, e 2 pazienti con MIS-C.

In queste classi di età si registra un calo molto netto del numero dei ricoverati in ordinario e un solo ricoverato PER COVID nelle terapie intensive, come la scorsa settimana e tre ricoverati CON COVID in tali reparti.

Nei reparti ordinari i ricoverati PER COVID sono 33, meno della metà della settimana precedente il 36,3% femmine e il 63,7% maschi. La percentuale maggiore (69.7%) si conferma nella classe di età 0-4 anni, benché sia il numero di questi bambini sia la loro proporzione sul totale sono minori di quelli registrati con la rilevazione precedente. La quota dei più piccoli (fra 0 e sei mesi) è più bassa di quanto osservato in passato (7 bambini vs 21) ed è il 21,2% del totale (30,4% della classe 0 – 4 anni).

È stabile il numero dei soggetti nella classe 5-11 ammontando a 5 unità e se ne contano altri 5 nella classe 12 – 18 di cui 3 non vaccinati.

Dei 7 bambini sotto i sei mesi, 2 hanno entrambi i genitori non vaccinati.

Il 33% dei bambini presenta comorbidità rilevanti.

I bambini ricoverati CON COVID sono 33, tale numero è stabile rispetto alla settimana passata. 13 sono nella classe 0 – 4 anni, 11 fra i 5 e gli 11 anni e 9 sopra i 12 anni di cui 4 non vaccinati.

In terapia intensiva troviamo una sola bambina sotto i sei mesi con comorbidità.

Altre tre bambine sono in terapia intensiva CON COVID ricoverate per altri motivi, tutte sotto i sei mesi di età.

Benché la classe di età più giovane sia la più colpita, occorre sottolineare il netto calo dei ricoveri in tale gruppo.

A fronte del netto calo dei PER COVID, i CON COVID sono stabili, il che conferma che anche per i casi pediatrici occorre mettere in atto gli opportuni interventi organizzativi rispetto ai nuovi profili di patologia che si presentano.

Continua ad essere piuttosto alta la quota dei ragazzi sopra i 12 anni non vaccinati.

Permane la situazione rassicurante circa i ricoveri in terapia intensiva, benché la sia pur lievissima crescita dei ricoveri CON COVID merita attenzione.

Anche se i casi diminuiscono, l’attenzione verso i soggetti più piccoli rimane prioritaria.

D) Focus parti – 8 ospedali

Negli 8 ospedali partecipanti hanno partorito 272 donne di cui 21 (7,7%) con infezione da SARS-COV-2. Complessivamente le donne vaccinate sono il 57,7%

La quota di vaccinate nelle donne senza infezione da SARS-COV-2 è il 59%

La quota di vaccinate nelle donne con infezione da SARS-COV-2 è il 42,8%

Nessuna delle donne con infezione aveva sintomatologia in atto.

Nessun neonato ha contratto l’infezione

Continua la diminuzione anche se molto lieve delle donne che partorisce con infezione da SARS-COV-2 in atto passando dal 8% al 7,7%.

La percentuale delle vaccinate permane bassa anche se leggermente in crescita.

Anche se i numeri sono piccoli per trarre delle indicazioni, si ribadisce l’opportunità di campagne informative e counselling da parte dei medici curanti e dei ginecologi.

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